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© 2010 "Associazione di Promozione Sociale Pagliacci Clandestini" Tutti i diritti riservati - CF: 92069850805

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DIARIO PAGLIACCI CLANDESTINI
22/03/2015, 11:15



TUTTI-DEVONO-SORRIDERE!


 




21/03/2015, 11:20





 



Ciao, a tutti, finalmente, lo spazio per le nostre sensazioni, x tutto ciò che, da questa meravigliosa apertura della nostra vita agli altri e a noi stessi,è scaturito e, ancora scaturira’, sicuramente!Dopo un periodo di stasi forzata, ho ripreso martedì scorso l’attività in Pediatria:eravamo in 6 e x la prima volta, ho cooperato con Basson (x me, Alton)!Nulla di preparato, un po’di timore iniziale l’ho recepito in lui, ma, poi, ci siamo sincronizzati bene, secondo me. Mi sono divertita ad improvvisare, seguendo ciò che lui aveva già in repertorio. È stata bella la sua idea di spostarsi da Polistena a Reggio, visto che si trovava in città x poter seguire il corso ...anch’io, ora che le giornate si allungheranno, vorrei fare qualche esperienza negli altri ospedali.Per ora, bene così:diciamo che era anche una prova! Spero di aver utilizzato in maniera esatta il diario!Girandolina
04/01/2014, 13:23



Narrare-gli-spazi


 con Alberto Caristo, Francesca Tortorella, Stefano Morabito, Francesco Marino regia di: SANTO NICITO Produzione: Compagnia Pagliacci Calandestini Anno di Produzione: 2014



con
Alberto Caristo, Francesca Tortorella, Stefano Morabito, Francesco Marino
Regia di: Santo Nicito
Produzione: Compagnia Pagliacci Calandestini
Anno di Produzione: 2014

Descrizione:

"Narrare gli spazi", i non-luoghi: è questo il senso della storia che vogliamo raccontare e insieme la possibilità di dimostrare che l’accessibilità a nuove dimensioni e prospettive simboliche è ancora possibile. L’importanza della memoria, la necessità di spazi condivisi e liberi da logiche di profitto e omertà, malaffare e interessi particolari, fanno da cornice alle vicende dei tre protagonisti, divisi tra un cinico realismo e la voglia di immaginare altri mondi possibili e condivisibili. "Le utopie consolano, si schiudono in uno spazio meraviglioso e liscio; aprono città dai vasti viali, giardini ben piantati, paesi facili anche se il loro accesso è chimerico. Le eterotopie inquietano, perché minano segretamente il linguaggio, perché vietano di nominare questo e quello, perché spezzano e aggrovigliano i luoghi comuni", scriveva Michel Foucault ne Le parole e le cose. Da qui l’importanza di lavorare il confine tra possibilità e impossibilità di vivere, muoversi e pensare; lo stimolo a riflettere sulle contraddizioni e le surreali dinamiche della nostra terra. 

Durata: 50 minuti


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