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DIARIO PAGLIACCI CLANDESTINI
06/02/2017, 12:14



IL-VALORE-DI-UN-SORRISO
IL-VALORE-DI-UN-SORRISO


 di Silvana Pizzuto



Il Valore di un Sorriso

La clownterapia è il termine con cui viene definita una terapia d’aiuto alternativa che applica un insieme di tecniche derivate dal circo e dal teatro di strada in contesti di disagio sociale o fisico: ospedali, case di riposo, case famiglia o carceri. Questa terapia si avvale della figura caratteristica del clown dottore, un volontario a metà strada tra l’ambito sanitario e quello artistico che, attraverso le arti della clowneria si occupa di cambiare le emozioni negative delle persone che si trovano in difficoltà. La clownterapia è considerata una terapia efficace per migliorare lo stato psicologico dei pazienti e dei propri familiari, aiutandoli ad affrontare con spirito positivo le cure mediche e la degenza, contribuendo a distendere il rapporto con il personale medico. Il mio progetto fotografico è frutto di una ricerca teorica e di una parallela esperienza personale fotografica sulla clownterapia, con l’idea di creare un reportage che descrivesse il lavoro che svolgono i Pagliacci ClanDestini
nel reparto di pediatria degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, e la successiva risposta alla loro presenza riscontrato nei volti sorridenti dei pazienti. Come riporta il titolo, la mia idea nasce con l’intenzione di mostrare tramite le mie immagini l’importanza che assume questa terapia d’aiuto alternativa tuttora poco conosciuta. Attraverso questo lavoro ho semplicemente cercato di contribuire alla
crescita dell’interesse verso le funzioni terapeutiche ed educative del sorriso e di ribadire l’importanza di aiutare sia bambini ricoverati nei reparti pediatrici sia tutti i pazienti e le persone che si trovano ad affrontare momenti drammatici donando loro un piccolo spazio di spensieratezza con un naso rosso.

Silvana Pizzuto


06/02/2017, 12:08



TRANSIT


 di Romina Arena



Transit

Sono stati tanti i profughi siriani che dai centri siciliani hanno transitato dalla stazione di Villa San Giovanni (Rc), quasi ogni sera, per raggiungere Milano e poi le loro mete di emigrazione nel nord dell’Europa. Da maggio, il presidio volontario di accoglienza allestito dal "Comitato solidarietà migranti" ha risposto ai bisogni di base dei migranti ed ha operato un controllo a garanzia ed a tutela dei loro diritti. In attesa del treno gli uomini e le donne raccontavano le loro storie, i morti che si erano lasciati alle spalle, i giorni passati sui barconi senza acqua né cibo, sotto il sole cocente e la salsedine che gli screpolava i visi o nelle stive senza vedere la luce del giorno. Famiglie numerose, con bambini piccoli, piccolissimi alcuni ancora nel grembo delle loro madri e uomini soli che hanno lasciato la propria famiglia dall’altro lato del mare per paura di imbattersi nel viaggio sbagliato, in quello sventurato da cui non c’è ritorno. Tutto questo è stato nel sottopassaggio della stazione di Villa San Giovanni tutte le sere, per tante sere.
"Transit" vuole raccontare quelle serate non sempre facili da gestire, ma piene di umanità e fratellanza. 
Vuole raccontare l’impegno sociale che si è fatto col cibo, coi vestiti, ma anche coi sorrisi perché l’anima ha bisogno di essere rammendata dalle ferite tanto quanto il corpo.
I Pagliacci coi loro spettacoli, l’armonica, i palloncini colorati, le giacche strane e le valigie enormi hanno provato a rammendare quelle ferite, hanno riempito il sottopassaggio con le risate dei bambini che si contendevano allegramente l’attenzione, il diritto a partecipare agli scherzi e delle facce per una volta rasserenate degli adulti che fissavano per sempre quei momenti sui loro telefonini.  Come canterebbe De André: "Nella fatica del tuo sorriso cerca un ritaglio di Paradiso".

BIO

Romina Arena, fotografa freelance, si occupa di fotografia sociale. 
Concentra il proprio lavoro sull’analisi del territorio e della sua antropologia culturale. 
I suoi reportage sono pubblicati sul sito dell’archivio Stopndrangheta, di cui fa parte. 
Ha pubblicato con la rivista "Narcomafie" ("RC-Archi, 20 anni dopo: più nero che bianco" e "Chi cammina lascia li segno. Pietra Cappa e i sentieri della memoria"), 
con la rivista anglo-spagnola "The Objective" ("Transit") e sul portale di fotografia sociale "Shoot4change" ("Quello che resta di Lena"). 
Vincitrice del concorso fotografico "Le mani sulla città" organizzato nell’ambito del Festival "Trame.4.Festival dei libri sulle mafie" 
con una fotografia tratta dal reportage "la città incompiuta" e dedicato all’abusivismo ed all’aggressione al territorio.



04/02/2017, 19:48



Sumud-Filastie


 27/28 gennaio 2017 ore 21:00



Sumud = Resistenza, Sumud = Palestina.
Con la parola " Sumud" i palestinesi indicano gli ulivi che resistono alle intemperie della natura, con le loro forti radici, quegli ulivi che uniscono tutti i popoli del mediterraneo.
Radici forti che sono quelle che uniscono con
forza i palestinesi alla loro terra, da secoli terra di dominio e dove i sionisti si sono stanziati dai
primi del ’900.
Con questo lavoro Giulio Bufo affronta la questione palestinese e con "Sumud Filastie"
arriva in Palestina, quella terra che i il governo d’occupazione sionista di "Israele" definisce
"terra dei terroristi".
Attraverso le parole di un palestinese si racconta della Palestina che da anni Resiste, della Palestina terra rossa che non ha paura, la Palestina raccontata da Darwish Mahomoud e
Vittorio Arrigoni, da Marwan Barghouti e dai volontari dell’ISM.
Si racconta di persone e storie. Il tutto
dipinte con l’orgoglio della propria
restistanza, con la caparbietà e il
sorriso di un popolo orgoglioso della
sua terra.
Quest’ultimo lavoro teatrale racconta
in modo forte e deciso i fatti che hanno
caratterizzato e determinato la
"questione palestinese".
La storia della Palestina è la storia di
tutti, di tutti i popoli che resistono.
SUMUD FILASTIE
Un attento omaggio al popolo palestinese.
Un lavoro teatrale di e con Giulio Bufo
Aiuto regia Michela Tamborra

Cosa ha detto il pubblico dell’esordio: "Abbiamo respirato un anelito di libertà, condiviso la resistenza di un popolo, l ’esistenza di una terra che grida ai suoi figli la loro appartenenza, l’appartenenza al genere umano...Giulio ha saputo condensare nella bellezza di un racconto emozioni forti e il nostro stesso desiderio di libertà....mi hai commosso con il tuo bellissimo lavoro, con il patos del tuo racconto....grazie!" (Tonia Marsano, insegnante); "Bravo Giulio Bufo, il tuo merito e’ di aver portato in scena con grande coraggio una tematica importante con l’ interpretazione forte ed emozionante. I veri artisti sono rari e scomodi ai poteri forti." (Maria Del Rosso, giornalsita);
"Bravo e coraggioso" (Maria Filograsso, attrice); "Una grande emozione" (Rosa Di Battista); "Un’unica parola: bravo" (Salvatore Marci, attore).
CHI E’ GIULIO BUFO? Il suo teatro rientra nel teatro d’impegno civile e di denuncia, con accenni al cabaret classico. Tra i suoi numerosi lavori si ricordano: Quando la fantasia va via (1996), Nuovocento (2000), E se mi diranno....Tenco (2007), Natale è il 24, il Natale nella vita di un precario giramondo, (2010), SocItalia. La storia d’Italia soffocata in 5 fasi, visione critica della storia d’Italia, (2011), Aut. Il sogno di Peppino (2012), Canto dei deportati (2013), Colino fa acqua da tutte le parti, in collaborazione con il Comitato Acqua Bene Comune, (2013). Con lo spettacolo "Aut. Il Sogno di Peppino", definisce maggiormente la sua poetica teatrale basata sull’unione tra arte e militanza socio-politica, realizzando un tour che lo porterà ad esibirsi in aree di attivismo sociopolitico come Val Di Susa, Niscemi, Bologna, oltre ad esibirsi a Cinisi, in occasione Forum Sociale Antimafia, giornate in memoria di Peppino Impastato. Lo spettacolo "Canto Dei Deportati. Per una memoria del presente", ha raggiunto circa le 50 repliche in diverse parti d’Italia dalla Sicilia alla Val Di Susa, facendo tappa anche in Sardegna all’interno del Festival Internazionale TeatriPeregrini a Santa Teresa di Gallura ed a Busseto, all’interno del Museo Nazionale Giuseppe Verdi.
Dall’Aprile 2014 collabora nell’organizzazione a Molfetta, in provincia di Bari, del festival "Resistenza e Resistenze", una settimana di seminari ed arti avendo come filo conduttore la Resistenza ieri ed oggi, un festival che in tre anni ha avuto la possibilità di ospitare i vari movimenti presenti sul territorio, ma anche gente come Salvo Vitale e Nicoletta Dosio ed artisti come Alessio Lega, Ultimo Teatro, Massimo Zaccari, Brigate Poeti Rivoluzionari. Ha all’attivo numerose collaborazioni fra gli altri con MiloudOukili, Domenico De Ceglia, Maria Filograsso, Vittorio Cosentino ed i musicisti Caparezza, Pino Masi, Roberto D’Elia, con le associazioni Libera, Comitato Acqua Bene Comune, Movimento NoTriv e realtà autogestite. Collabora come formatore teatrale presso diverse scuole ed enti.
E’ stato definito "l’attore dei diseredati".

recensione di Maria Del Rosso da nelmese.com //www.nelmese.com/2016/05/sumud-filastie/
"SUMUD FILASTIE" E’ IL NUOVO LAVORO
DELL’ ATTORE E REGISTA MOLFETTESE
GIULIO BUFO
Grande partecipazione di pubblico per l’ esordio del nuovo lavoro teatrale dal titolo "Sumud Filastie"dell’ attore e regista molfettese, Giulio Bufo.
L’ evento rientra nel programma del festival "Resistenza e Resistenze", dedicato alla resistenza del passato e del presente, ha coinvolto giovani artisti e poeti nella splendida cornice della Sala dei Templari a Molfetta.
Il nuovo progetto teatrale descrive e racconta con toni e forti e decisi i fatti che hanno caratterizzato la questione palestinese e con "Sumud Filastie" si giunge in Palestina, "La terra dei terroristi" cosi’ definita dal governo d’ occupazione sionista di Israele.
I palestinesi con il termine "Sumud" indicano gli ulivi che resistono alle intemperie della natura, con le loro radici importanti e forti, quegli ulivi che uniscono tutti i popoli del mediterraneo.
L’ attore Giulio Bufo attraverso la sua voce e la sua professionalità ha condotto lo spettatore in una terra lontana dalla nostra, in una terra violentata dai folli e dagli assetati di potere e di sangue innocente, in una terra in cui gli uomini hanno perso la dignità e i bambini piangono lacrime amare per il futuro che gli è stato strappato dai ladri di sogni.
L’ obiettivo del nuovo lavoro di Bufo è di portare alla luce e alla memoria la strage sionista nei confronti del popolo palestinese e di scoprire dentro ognuno di noi il senso di comunità, la coscienza critica e il desiderio di non essere indifferenti ma di lottare per la difesa della bellezza della nostra terra come la Palestina. Una terra intrisa di storie e di resistenza, raccontata attraverso le parole di Darwish Mahomoud , Vittorio Arrigoni, Marwan Barghouti e dai volontari dell’ Ism.
"Sumud Filastie" è un viaggio in una terra amara per comprendere la resistenza del popolo palestinese e la triste e cruda verità ignorata dall’ Europa e dai mass media nell’ epoca dell’ indifferenza e del capitalismo.
Maria del Rosso


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