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15/06/2015, 12:28





 



Dopo cinque fine settimana di laboratorio è arrivato il giorno tanto atteso: l’esperienza in pediatria. Un po’ intimorito e intimidito mi sono comunque messo in gioco e ho provato a fare del mio meglio. Ho iniziato martedì 9 giugno con le straordinarie Cirilla, Lunetta, Ducilla e la supervisione in borghese di Dora Muridda. Passare da un gruppo (formato dalle care Vita, Allegra, Mariposa, Spisidda e Fifosky) a un altro non è così semplice: quando ci si conosce bene si crea una maggiore complicità e intesa che chiaramente permette di dare il meglio di sé. Ma anche passare da un ambiente protetto come Rotamundu all’ospedale comporta vari cambiamenti: non sai mai chi ti capiterà di incontrare nelle stanze. Nonostante questo, arrivati in ospedale, dopo esserci vestiti e truccati mi sono ritrovato in coppia con Lunetta e devo dire che mi sono trovato benissimo. Ero un tantino impacciato ma cercavo di sorridere e di intervenire il più possibile. Cercavo di trasmettere il buon umore a bimbi e genitori. Entrati nella prima stanza una bambina di un paio d’anni si è subito spaventata di noi, nonostante abbiamo mantenuto la giusta distanza, i modi pacati e l’incoraggiamento della madre, niente, non ha voluto aprire gli occhietti che stringeva fortissimo. Lunetta è bravissima, ha stupito i bambini con parole e accessori, dai foulard alle bolle di sapone. Io ho utilizzato la mia piccola lente d’ingrandimento più volte: prima per cercare Lunetta, poi la valigia, poi per verificare se il bimbo con la maschera di Hulk avesse i denti bianchi. Ho ironizzato tanto anche sul mio peso e ho notato che alle persone fa ridere molto. Il tempo è passato decisamente in fretta e ci siamo ritrovati fuori dall’ospedale soddisfatti per aver alleggerito per qualche minuto i piccoli e i grandi incontrati nelle stanze. Domani ho di nuovo il turno e mi sento già meno ansioso e più entusiasta all’idea di andare in reparto.
Vi tengo aggiornati cari pagliaccetti... e vi abbraccio.
Maggio


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